Prendo le decisioni. Da sola, senza figli. Alla fermata dell’autobus sale una ragazza di circa 25 anni dall’aspetto giovane e con lei un bambino di circa 6-7 anni. Inizialmente si sono fermati all’ingresso. Dalla loro interazione era chiaro che si trattava della mamma e non della sorella maggiore, per esempio.
Ben presto si liberò un posto a sedere e la ragazza volò letteralmente su quel sedile. Il ragazzo le si avvicinò e si mise accanto a lei.
Lei, amichevolmente, si è offerta di tenere in grembo il pesante zaino del figlio. Lui le consegnò lo zaino e così proseguirono il viaggio: lei seduta e lui in piedi.
Tutti quelli che hanno visto questo hanno guardato la ragazza. La guardavano con condanna.
Una donna anziana, che era seduta accanto a lei, non riuscì a sopportarlo e le disse:
-Perché il ragazzo sta in piedi mentre tu sei seduta come una regina? È un bambino, vergognati”.
La ragazza dapprima tacque con tatto. Ma quando la pensionata fu raggiunta da un’altra donna della stessa età con la stessa pretesa, la giovane madre le fermò.
Disse qualcosa del tipo:
-“Non avete nient’altro da fare, signore? Lo sto crescendo come voglio io! Deciderò da sola come crescere mio figlio. Non vedo nulla di male nell’educarlo come un uomo. Ora state gridando che è in piedi, e tra cinque anni lo attaccherete per non aver ceduto”.
Le donne si sono ovviamente calmate. All’inizio hanno cercato di borbottare qualcosa, ma poi si sono tranquillizzate, apparentemente rendendosi conto che la madre stava dicendo cose sensate.







