Ditemi! Sono l’unico a essere infastidito da questi pensionati?

Sono della generazione a cui è stato insegnato a cedere loro il posto a sedere sui mezzi pubblici o il mio turno in qualche coda.

Rispetto i loro capelli grigi, non ho nulla contro di loro, ma a volte esagerano.

Sono l’unico che si infastidisce con loro?

Gli anziani hanno tutto il tempo del mondo, ma chissà perché decidono di iniziare a fare il giro proprio nelle ore in cui il resto di noi va al lavoro e a scuola.

A quell’ora, sugli autobus non c’è un posto dove mettere i piedi e loro brontolano perché sui sedili ci sono giovani maleducati che fanno finta di non notarli.

Una volta ho chiesto a una donna con il bastone, sull’ottantina, che si era sentita male in metropolitana, dove stesse andando alle 7.30 del mattino, dove avesse fretta.

Mi rispose che stava andando da un’amica a prendere un caffè.

Poi tornava a casa, prendeva le borse e andava al mercato per due pomodori e una zucchina.

Poi avrebbe dovuto comprare 100 g di formaggio, non so dove l’abbia preso.

Stupita, le ho chiesto perché non facesse la spesa una volta alla settimana, in un unico posto – dopotutto ci sono tanti negozi convenienti al mercato.

Mi ha risposto che le piaceva comprare la spesa solo per il giorno, e che la sua tessera di trasporto per pensionati le serviva per viaggiare quanto voleva.

Le augurai buona salute per molti anni ancora e le consigliai bonariamente di cambiare l’ora del caffè con la sua amica, quando non sarebbe stata urtata in metropolitana.

Lei mi guardò con gli occhi socchiusi e sibilò: “Hai intenzione di dirmi, tesoro, quando e dove devo andare!”.

Un’altra volta, però, dovevo fare la mia visita medica. Andai presto, prima del lavoro.

Tuttavia, c’era già una lunga fila di anziani davanti alla porta del mio medico personale.

Davanti a me c’era una madre con un bambino che evidentemente aveva la febbre perché si era rilassato tra le sue braccia.

Quando il medico iniziò a visitarlo, nessuno di loro suggerì di far passare prima la madre. Non ce l’ho fatta, li ho chiamati e mi hanno abbracciato.

Per il piccolo non era niente, stava dormendo, se piangeva allora tanto valeva dargli il suo turno.

Meno male che è intervenuto anche il medico e ha chiamato la mamma.

Non vi dico cosa fu detto del bambino. Era come se il bambino di due anni fosse colpevole di avere 39 gradi di febbre e di non aver aspettato che gli venisse fatto l’emocromo.

Ho trascorso l’intera settimana a cercare di ottenere il certificato medico perché, per quanto presto andassi all’ingresso dell’ufficio, c’erano almeno sei persone davanti a me.

E non potevo aspettare perché avrei fatto tardi al lavoro. Alla fine sono andata in una clinica privata, ho pagato il doppio e il problema è stato risolto in un attimo.

Mi chiedo: gli anziani non capiscono che, così come pretendono che io li rispetti, dovrebbero rispettare me.

Dopo tutto, le mie tasse servono a pagare le loro carte di trasporto e le loro pensioni!

 

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Брюква
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