– Metti al mondo una bambola e ti sfinisci, e che tuo marito se ne vada in giro da solo, pensa tu!

Quando mia suocera ha paragonato mia nipote a una bambola, non in senso positivo, ma ironico, persino sarcastico, sono rimasta scioccata. Per qualche motivo, mia suocera pensava che non fossi ancora cresciuta dall’infanzia, se prestavo così tanta attenzione a una bambina piccola.

La nostra famiglia ha ormai sette anni. Ci siamo sposati per amore e nel corso degli anni abbiamo avuto ogni genere di cose. Ma con il passare degli anni abbiamo cominciato a capire che non eravamo assolutamente adatti l’uno all’altra. Noi, reciprocamente, eravamo infastiditi letteralmente da tutto. Non sopportavo che mio marito mescolasse lo zucchero nella mia tazza di tè. Se la prendeva continuamente con la mia cucina, anche se era solito lodare ogni piatto e chiederne altri. Lo rimproveravo continuamente per la sua sciatteria e lui si vendicava per i miei strani gusti in fatto di vestiti, che lo avevano tanto colpito quando ci eravamo conosciuti      .

Un giorno, dopo l’ennesimo litigio, ci siamo calmati e abbiamo deciso di discutere seriamente delle nostre prospettive e, dopo aver parlato senza emozioni, siamo giunti alla conclusione che loro, queste prospettive, proprio non esistono. Naturalmente, la decisione più logica è stata quella di divorziare prima di rovinare tutto.

Ora ci incontriamo due o tre volte al mese, nei fine settimana, quando il suo ex marito viene a parlare con la nostra bambina. A volte veniva anche la mia ex suocera, che voleva vedere la nipotina.

Durante una di queste visite, quando mio padre andò a trovare mia figlia nella sua stanza, io e mia suocera eravamo sole in cucina. All’improvviso, lei iniziò una conversazione “educativa”:
– Che cosa fate di insensato, vissuto, vissuto, e ora vi incontrate un paio di volte al mese! Cosa ti sei persa? Beh, succede, hanno discusso, ma non più bambini, è necessario smussare gli angoli, da qualche parte per tacere, da qualche parte per cedere, e poi – ha dato alla luce una bambola, e si sta portando, e che il marito stesso nella vita appendere fuori, anche pensare!

All’inizio non riuscivo a dire una parola per l’indignazione della “bambola”, e mia suocera continuò:

– Non gli importa di tornare in famiglia, ma non sa che capra cavalcare, ha paura anche solo di iniziare a parlare, pensa che non lo accetterai!
– Anche lui pensa a sua figlia come a una bambola, come te?
– E allora guardati, ti preoccupi davvero di lei, come se tu stesso non avessi ancora finito di giocare con le bambole!

Dopo queste parole, la mia pazienza si esaurì. Ho chiamato il mio ex marito, ho chiesto a mia figlia di giocare da sola e ho chiesto    :
– “Tesoro, anche tu pensi che nostra figlia sia una ‘bambola’ come tua madre? Bene, ora ci incontreremo solo al parco o in un bar, e senza questa donna che pensa che io abbia messo al mondo una bambola, non un bambino! E ora… addio!

мio marito mi guardò, poi guardò sua madre confuso:
– Cosa è successo qui?
– Niente di che, la tua ex moglie è troppo sensibile, non le è piaciuto, vedi, che ti abbia proposto di tornare insieme…
– Non rigirare le cose e, tornando a casa, dimmi esattamente come me l’hai proposto. E ora per me e la “bambola” è arrivato il momento di andare a lezione di arte. Non posso dire “grazie” per l’incontro, mi dispiace.

Gli ex parenti se ne sono andati e, mentre aspettavo la mia bambola allo studio d’arte, l’ho guardata dipingere faticosamente con gli acquerelli attraverso la porta a vetri e ho pensato che al mondo non c’era nessuno migliore di lei.

 

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– Metti al mondo una bambola e ti sfinisci, e che tuo marito se ne vada in giro da solo, pensa tu!